sabato 26 febbraio 2011

Enoteca provinciale del Trentino a Palazzo Roccabruna 1#

Un sabato pomeriggio, a passeggio "entorno al sas", richiede di rinfrescare e far giorire le papille gustative con:
    Il Trento DOC Revì profumava di albicocche secche e al primissimo assaggio di Natale...per il Monastero nulla da riportare tranne una gran voglia di vino rosso per cena...bu! (invece era buono, con un gusto particolare, ndIo).

        giovedì 17 febbraio 2011

        Aida, Merano.

        Sono in ritardo sul compito auto-assegnatomi di scrivere due righe per sconfiggere l'ansia da "blog-prestazione"...ci vorrebbe proprio un caffè e una fetta di torta della Konditorei Aida per temporeggiare!
        Lo strudel paradisiaco e le fette di sacher divine dell' Aida, descritte dalla Guida Gambero Rosso, io non le ho trovate...in compenso però una tisana calda accompagnata da dolci di notevoli dimensioni e accettabile qualità hanno scaldato il mio corpicino infreddolito in un lontano 5 gennaio 2011.
        La pasticceria Aida sembra il posto perfetto per ritrovarsi a chiaccherare tra amici o magari un bel club del libro!Mmmmm...allora ci si vede domani verso le 16 per parlare del Taccuino d'oro di Doris Lessing (io sono ancora a pagina 246...ma per domani ce la faccio di sicuro!). Dove?!Ma ancora non l'avete capito?!
        Konditorei Aida
        Strasse Pfarrplatz 17
        39012 Meran/Merano
        (ma si, dai...dietro il Duomo!)

        lunedì 17 gennaio 2011

        Bräustüberl Forst, Lagundo (BZ).

        Forst era sempre stata, sinora, una mediocre e grezzotta birra sudtirolese. Finché non siamo stati alla sede-fabbrica di Lagundo o, meglio, alla birreria che si trova al suo interno.
        Il locale è tipico, con arredamento tradizionale, lunghe tavolate in legno e camerieri in costume tirolese. Vengono spillate svariate qualità di birra, poche delle quali - stranamente - sono conosciute nella vicina Trento; a lasciare impressionati, tuttavia, è il sapore di questa birra, che nulla ha a vedere con quello, dozzinale, spacciato per il resto d'Italia (Trento compresa).
        La gente che popola l'ambiente (numerosissima, tanto da imporre attese dalla mezz'ora in su per potersi sedere) è anch'essa variegata ma, a parte le famigliole di indigeni, le due categorie principali di avventori sono il camionista ed i giovani turisti. Il clima che ne risulta è allegro e popolaresco e, nonostante ciò, chiassosamente tranquillo.
        Abbiamo aspettato al banco il nostro turno per sederci. Io, con una V.I.P. Pils, birra fresca e amarognola, dal gusto pulito, ottima a digiuno; lei, prima, con una intensa Sixtus, birra doppio malto scura, e, poi, con una Birra di Natale, mezza fregatura eccessivamente dolciastra.
        Liberatisi due posti, ho ordinato delle squisite salsicce affumicate, accompagnate con  crauti, senape e rafano (una delle cose più piccanti che abbia mai provato, da lasciarci il naso), bevendoci sopra una Hausbier, eccellente birra chiara non filtrata, introvabile altrove; accanto alla Hausbier, invece, a miss. Bräu hanno servito cibo mediocre: così le costine di maiale, così le patate al cartoccio con mascarpone ed erba cipollina (oltre a senape e mortale rafano). Al posto, del pane, due brezel giganti, caldi e morbidi.
        Senza dubbio, con H&M, sarà l'unico suo ricordo positivo di questo viaggio.
        * * *
        Prima di tornare, comunque, abbiamo fatto tappa anche al Forsterbräu di Merano, dove, tralasciando il cibo scadente, abbiamo provato altre due buone Forst: la Heller Bock, doppio malto chiara dall'aroma marcato, e la Weihenstephan, weizen.

        Zur Rose, Cortaccia sulla strada del vino (BZ).

        L'affanno per il pasto è stato la costante dell'intero soggiorno in Alto Adige, grazie alla seguente procedura, semplice ma efficacissima:
        1) stabilire in anticipo, attraverso una lunga e sfiancante consultazione incrociata di guide, il locale da provare;
        2) attendere un leggero languorino per muoversi verso il locale;
        3) accorgersi, strada facendo e mentre l'appetito comincia a scavare, che la destinazione è molto più lontana, molto più impervia del previsto;
        4) raggiungere l'obiettivo per appurare che la cucina ha già chiuso, che il locale non apre quel preciso giorno o che il ristoratore rimarrà in ferie per l'intera stagione;
        5) divorati dalla fame, precipitarsi al punto di partenza e gettarsi nel primo ristorante che capita.
        * * *
        E' stato così che, giunti a Cortaccia sulla Strada del Vino, siamo stati costretti, dopo una fallimentare sortita al Santlhof, fin su nella frazione Hofstatt, a gettarci all'interno di Zur Rose, nel centro del paese.
        Il locale (segnalato, comunque, dalla mia fedele guida Gambero Rosso) era caratteristico, ricavato da accoglienti stube gotiche dominate da legno, trofei di caccia e bottiglie di vino. Oltre a noi, solo una coppia ben più altolocata.
        Ci hanno portato subito del pane di vario tipo, davvero gustoso - ma è facile dirlo, venendo da Trento -, ed una ciotola con ricotta all'erba cipollina da spalmarci sopra. Miss. Pink ha ordinato una lasagnetta con formaggio di capra, zucchine e pomidori: non male, ma niente di che. Io ho preso dei ravioli di zucca, conditi con strisce di porro e zucchine: più buoni del suo piatto, e questo era l'importante.


        I due ottimi bicchieri di Alto Adige Gewürztraminer DOC da noi scelti (cantina Hofstätter di Termeno) - a dire il vero, un po' sviliti dalla sfilza di intere bottiglie ordinata dal munifico giovane dell'altro tavolo - ci hanno degnamente introdotti nel mondo dell'intensità e ricchezza aromatica dei vini bianchi altoatesini.

        Peccato che il ristorante sia stato obiettivamente troppo caro rispetto alla qualità del cibo, anche perché in Alto Adige si trova facilmente di meglio.

        sabato 25 dicembre 2010

        Natale 2010 - Prima puntata

        La Locanda del Natale è un piccolo antro, nascosto agli occhi dei più, dove, un solo giorno all'anno (poco prima del 25 dicembre), è possibile sbafare caratteristici banchetti a base di nomi incomprensibili. La mia presenza in questo luogo esclusivo ha del miracoloso e, pertanto, merita una pur brevissima menzione:
        1) ho scoperto i rugelach, piccolissimi cornetti salati di origine tradizionale ebraica che, farciti con "pesto di erbette casalingo", sono davvero deliziosi;
        2) un intero pasto con il Trentodoc, come da autorevoli suggerimenti, si può in effetti fare (nel nostro caso, un non indimenticabile Trento Doc Rotari brut);
        3) secondo me, il salmone affumicato va messo nel risotto durante la cottura, e non a crudo, ecco.

        sabato 18 dicembre 2010

        Un coppino a Patelli, prego.

        Dietro le mura di piazza Fiera, in Trento, si trova il ristorante Patelli, molto popolare per via dei suoi primi piatti, a base di pasta proveniente dal rinomato (omonimo) pastificio di famiglia.
        Fino ad oggi, era uno degli ultimi locali del centro-città mancanti all'appello.
        Il prezzi sul menu sono abbastanza incoraggianti (apparentemente contenuti, in proporzione all'aspettativa stimolata dal "nome") e, visto il luogo, proviamo due primi:
        - lei, tagliatelle al teroldego con formaggio fuso e salsiccia;
        - io, tortelloni di mirtilli con cervo in burro e menta.
        La scelta delle bevande non è delle più felici, visto che le alternative per un vino al bicchiere sono meno del previsto (due) e, peraltro, entrambe di qualità sospetta, ossia: 1) un non-meglio-identificato-cabernet; 2) il "teroldego della casa".
        Puntiamo su quest'ultimo, perché, alla fine, non trovo il coraggio necessario a chiedere qualche informazione sul cabernet.
        Mangiamo. Beviamo.
        Quando saremo recensori famosi, però, sarà più bello; infatti, dopo un pasto del genere, potremo passare in cucina dallo chef e, mettendogli un braccio sulla spalla, dirgli:
        - "Caro il nostro amico, hai scelto tu di condire le tagliatelle solo con la salsiccia, no?"
        - "Beh, sì..."
        - "E lo sapevi che, di conseguenza, il sapore della salsiccia avrebbe acquisito un'importanza particolare, no?"
        - "...sì..."
        - "Quindi, ci spiegheresti perché hai usato una salsiccia che non sa di niente?"
        - "..."
        - "E i tortelloni di mirtilli, caro amico, sono molto saporiti, no?"
        - "..."
        - "Avresti potuto condirli in modo poco incisivo, con puro burro, magari buono, esaltando, così, il loro particolare gusto, no?"
        - "..."
        - "Ma, in alternativa, avresti anche potuto trovare, con abilità, un sapore forte che si accostasse bene a quello del cervo, no?"
        - "..."
        - "Sai che c'era un'unica cosa che non avresti dovuto fare, e che quest'unica cosa consisteva nell'usare un condimento forte ma, al contempo, sgradevole accanto al cervo, no? Come quella menta lì, no?"
        - "..."
        - "Per favore, puoi dire ad alta voce con cos'hai condito quei tortelloni al cervo?"
        - "Con... quella menta lì..."
        - "Grazie. Ciao."

        martedì 14 dicembre 2010

        Bollicine power.

        Le fette di lardo e di prosciutto crudo sottili, che si fondono tra lingua e palato, assieme al signorile Trento D.o.c. Abate Nero Domini millesimato 2005 brut (Abate Nero S.a.s. di Gardolo, TN) ed al Trento D.o.c. Maso Nero millesimato 2005 brut (Azienda Agricola Zeni R.s.s. di Grumo, TN), di aroma più intenso, e altrettanto buono. Queste, probabilmente, le migliori scoperte di Bollicine su Trento 2010, un'iniziativa di C.C.I.A.A. e Trentino S.p.a. che, lo si ammette, ha superato le autocontrollate aspettative, perché - caso raro per la città - non ha sacrificato qualità né quantità al prezzo purtuttavia accessibilissimo (€ 5,00 per 3 bicchieri colmi, con bianchi "base", "riserve" e rosati, a scelta del bevitore).
        I peggiori ricordi, per la cronaca: il burattino con cui ho diviso il tavolo; i vini in lista che si esaurivano uno dopo l'altro, pareva appena prima che riuscissimo ad ordinarli; i camerieri che dovevi placcarli per conquistare 10 secondi di attenzione; i gioppini; il formaggio tra gli incisivi.